Description
Titolo originale: Veleno
Paese: Italia
Anno: 2017
Durata: 102 minuti
Genere: Drammatico
Soggetto: Gaetano Di Vaio, Diego Olivares
Sceneggiatura: Diego Olivares
Fotografia: Andrea Locatelli
Montaggio: Davide Franco
Musiche: Enzo Gragnaniello, Marco Meesina e Sasha Ricci
Scenografia: Antonio Farina
Costumi: Rossella Aprea
Produttore: Gaetano Di Vaio, Gianluca Curi
Produzione: Bronx Film, Minerva Pictures
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 08.03.2018 (Dvd)
In un piccolo centro del casertano, una umile famiglia di agricoltori vive il dramma di un territorio violato, contaminato dai veleni che criminali senza scrupoli hanno disseminato in buona parte di quella provincia. Cosimo, il capofamiglia, e sua moglie Rosaria ostinatamente rifiutano di lasciare che i loro terreni diventino una discarica destinata ai rifiuti tossici: le minacce e le ripercussioni da parte di alcuni esponenti della camorra, tra i quali il giovane avvocato Rino, non li piegano. I due coniugi non vogliono staccarsi dalle loro radici e dalla loro terra interamente dominata da un potere mafioso che corrompe e distrugge. Ezio, fratello di Cosimo, e sua moglie, invece, accettano, attratti da facili guadagni, di essere complici della devastazione dei loro territori. A complicare ulteriormente le cose è la grave malattia di Cosimo causata dal veleno che contamina lacqua, i raccolti, il bestiame. Il calvario del protagonista diventa la sintesi delle piccole e grandi contraddizioni di una terra di fatto abbandonata a se stessa, dove lo Stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove lunico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale.
Diego Olivares, al suo secondo lungometraggio di finzione dopo I Cinghiali di Portici, struttura il suo Veleno (ispirato ad una storia vera) come un western, di quelli dove il padrone della ferrovia vuole fare fuori il contadino la cui fattoria gli ostruisce il tracciato, e lascia che la sceneggiatura (scritta dal regista) proceda in modo semplice e lineare fino alla sua "naturale" conclusione.
Le interazioni fra i personaggi sono credibili, soprattutto quella fra un'inedita Luisa Ranieri e il sempre affidabile Massimiliano Gallo nei panni di Rosaria e Cosimo (la cui chimica di coppia funziona a meraviglia), e un cast di attori campani di qualità, fra cui spiccano Salvatore Esposito nei panni di Caradonna e Miriam Candurro in quelli di Adele, fa sì che il tono del racconto, seppure (volutamente?) monocorde, risulti convincente.
Il problema semmai è che la storia è così uniformemente (melo)drammatica non dà tregua allo spettatore. È evidente il tentativo di mettere il pubblico nello stesso "imbuto" in cui si trovano molte famiglie contadine del casertano, strette fra la miseria e la camorra, ma filmicamente una mano occasionalmente più leggera e qualche attimo di tregua avrebbero giovato al risultato finale. Il personaggio più interessante resta Caradonna, a sua volta stritolato fra le pressioni della malavita e le proprie ambizioni di riforma, fra il desiderio di ripulirsi la coscienza e le lusinghe del denaro e del potere. E il vero protagonista della storia è quel veleno che permea non solo il terreno ma anche le vite di chi, volente o nolente, in quel terreno è nato e cresciuto. Un veleno che prima o poi intossica anche chi ne fa uno strumento di sopraffazione e una fonte di guadagno.
Code: