Description
Titolo originale: Trolls
Paese: USA
Anno: 2016
Durata: 92 minuti
Genere: Animazione, avventura
Soggetto: Erica Rivinoja basato su "The Good Luck Trolls" creato da Thomas Dam
Sceneggiatura: Jonathan Aibel, Glenn Berger
Fotografia: Yong Duk Jhun
Montaggio: Nick Fletcher
Musiche: Christophe Beck
Scenografia: Kendal Cronkhit
Animazione: Drago Avdalovic, Spriha Banik, Brittany Biggs, Edward Derian Boyke, Dave Burgess e altri
Effetti visivi: Mayur Amminbhavi, Alina Anon, David Bazelon, Iveth Bueno, Vijay Bundela e altri
Produttore: Jonathan Aibel, Glenn Berger, Holly Edwards, Gina Shay
Produzione: DreamWorks Animation
Distribuzione: 20th Century Fox
Sito ufficiale: www.dreamworks.com/trolls
Sito Italia: www.trollsfilm.it
Data di uscita: 27 Ottobre 201 (Cinema)
Il film ci catapulta in un mondo fantastico e variopinto, popolato dagli ottimisti Trolls, sempre pronti a ballare e a cantare, e dai pessimisti Bergen, che sono felici solo quando divorano i Troll. Quando i Bergen invadono il villaggio dei Trolls, Poppy, la piccola Troll più allegra che sia mai esistita, si lancia in una missione per soccorrere i suoi amici al fianco di Branch, un Troll che a differenza degli altri, è terribilmente burbero e timoroso. Il loro viaggio è irto di avventure e di imprevisti e questo improbabile duo dovrà tollerarsi a lungo a vicenda, prima di riuscire a portare a termine la sua importante missione.
Principessa dei Troll, Poppy prende molto sul serio la missione del suo popolo: felicità , abbracci e festa costanti. Unico che le si oppone è Branch, troll spento che la mette in guardia dall'attirare l'attenzione dei Bergen, il popolo di brutti giganti che li minaccia. Quando la loro posizione sarà rivelata al nemico e ci sarà un traumatico rapimento, Poppy dovrà partire al salvataggio in compagnia proprio di Branch, in fondo più razionale di lei.
Difficile che non ci sia mai imbattuti nei capelluti Trolls, pupazzetti inventati nel 1959 dal danese Thomas Dam: protagonisti di serie tv e persino di videogiochi, sono stati quasi sempre identificati con una leziosità un po' acida, al limite dell'insostenibile per il pubblico non femminile (e in generale dai dieci anni in su). Per questa ragione, l'operazione che la DreamWorks Animation ha compiuto sul franchise ci è sembrata sorprendentemente efficace. Della regia si sono occupati Mike Mitchell e Walt Dohrn, che avevano dato una prova meno convincente con Shrek: E vissero felici e contenti.
Il miracolo compiuto qui è che la positività a oltranza dei personaggi viene con constanza corretta dall'ironia, quel tanto che basta a renderli più digeribili a chi li trovava vagamente inquietanti. Di certo una buona parte di questo traguardo è tagliato con il commento musicale e le canzoni, che riportano il cartoon alla luminosità musical più in voga una ventina d'anni fa, miscelando canzoni storiche di repertorio (come The Sound of Silence) con composizioni originali di Justin Timberlake, in originale voce di Branch. La versione italiana si avvale delle voci di Elisa e Alessio Bernabei per la coppia principale, garantendo performance all'altezza della situazione canora.
Il rischio di acidità smodata è fugato pure da una grafica che addolcisce i lineamenti dei protagonisti e ne rafforza così l'empatia, rispetto alla fissità di sguardo squaloide dei pupazzetti dal vero. La storia è molto memore delle persecuzioni dei Puffi a opera di Gargamella, arricchita da una parodia-omaggio a Cenerentola molto riuscita (nella storia è la sguattera bergen, Brigida, ed è legata ai temi del primo Shrek).
Le carte in tavola sono le solite, ma sono rimestate con una certa intelligenza dal copione di Jonathan Aibel e Glenn Berger, bilanciando lo sberleffo con una caratterizzazione plausibile dei personaggi, che accompagna un crescendo in cui si fa il tifo per tutti. Alla fine ci si fa volentieri abbagliare gli occhi da una direzione artistica che trasmette euforia con un'indondazione di colori saturi, di cui sono imbevute tutte le superfici. Questo mondo di stoffa DreamWorks trabocca di una sana regressione infantile.
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